COSMETOLOGIA TRICOLOGICA
Il capello, "fibra inanimata e
vivente", deve essere accudito, curato e protetto.
Le attenzioni nei suoi confronti
dovranno essere sapienti in quanto il capello è strutturato in
modo da poterne modificare la forma, il colore, il riflesso.
La cosmetologia deve adattarsi a
questi obiettivi fornendo prodotti per l'igiene e l'abbellimento
efficaci e non aggressivi e ricercando tecniche sicure che
consentano la pulizia, la colorazione, la deformazione o il
fissaggio dei capelli.
I trattamenti estetici del capello
riguardano essenzialmente pulizia, forma e colore.
Pulizia dei capelli (gli shampoo)
Le ghiandole sebacee annesse ai
capelli versano il sebo prodotto nel canale follicolare.
Il sebo è indispensabile per
conferire ai capelli caratteristiche di impermeabilità,
elasticità, lucentezza ma se prodotto in eccesso può causare molti
problemi, noti con il nome di "SEBORREA". Capelli grassi, lisci,
pesanti, esteticamente sgradevoli. Crescita eccessiva di batteri e
fermenti (Pityrosporum). Prurito, forfora, odore di rancido.
Inoltre le esperienze condotte sul
manto del coniglio e della cavia hanno messo in evidenza l'effetto
"depilatore" del sebo con riduzione fino al blocco delle mitosi
della matrice del pelo.
Oggi il sebo è quindi accusato di
contenere fattori responsabili o corresponsabili della caduta e
della perdita dei capelli.
Secondo alcuni Autori nel sebo si
accumulerebbero metaboliti androgeni attivi, prodotti dal
follicolo pilifero. Per altri Autori lo squalene stesso e taluni
acidi grassi (oleico e linoleico), autoossidandosi,
acquisterebbero capacità citostatica-depilatoria e sarebbero in
grado di "disintegrare" la guaina epiteliale interna, al di sotto
il colletto del capello, per disidratazione.
Tutti gli studiosi "moderni"
consigliano perciò ai seborroici (contro la tradizione
dermatologica classica) di non lasciare "ingrassare" i capelli, ma
di lavarli spesso per eliminare almeno una concausa di calvizie.
E' quindi ora naturale chiedersi
quanto spesso si possono lavare i capelli; se si tratta di
necessità o di moda; quali prodotti si possono usare.
Le brevi note che seguono
cercheranno di fornire qualche risposta a queste domande.
Prima di tutto risottolineiamo il
fatto che non è vero che lavarsi i capelli fa male e li fa cadere
di più, come non è vero che li fanno cadere le lozioni applicate
al cuoio capelluto, né li fanno ungere.
I capelli che cadono con il
lavaggio sono solo quelli che, ormai entrati in fase telogen,
cadrebbero comunque; quelli che rimangono nelle mani applicando
una lozione sono sempre capelli in fase telogen "sfilati" dal loro
follicolo durante l'applicazione del prodotto sul cuoio capelluto.
Tant'è vero che i capelli che si asportano applicando una lozione
dopo uno shampoo, sono numericamente molti meno di quelli che si
asportano applicando lo stesso prodotto in un giorno lontano dal
lavaggio. Inoltre questi capelli vengono via senza che si avverta
dolore; come invece avverrebbe se fossero capelli "vitali" in fase
anagen.
Si può ricordare che per la
dermatite seborroica del cuoio capelluto, il lavaggio due volte
alla settimana con prodotti a base di ketoconazolo, catrame o di
zinco piritione viene consigliato da molti autori come
trattamento elettivo per la dermatite seborroica del cuoio
capelluto (Domonkos; Rook).
Piuttosto che la frequenza dei
lavaggi è importante il tipo di prodotto che si usa per i motivi
che saranno detti in seguito. Ugualmente si deve ricordare che le
lozioni idroalcoliche (siano esse farmaci per uso topico che non)
non ungono di per se stesse i capelli. Questo inconveniente,
lamentato tanto spesso dai pazienti seborroici, è in realtà
causato dalla solubilizzazione del sebo del cuoio capelluto
nell'alcol della lozione e dal suo spostamento per capillarità sul
fusto del capello, dove rimane non appena evapora l'alcol. I
capelli risultano così ammazzettati e più unti, anche se il sebo
totale è sempre lo stesso.
La detersione dei capelli e del
cuoio capelluto è necessaria:
- per asportare lo sporco (polvere
etc., mescolato al sebo e al sudore).
- per asportare il sebo in eccesso
(il sebo diviene irritante e pruriginoso, particolarmente nel
soggetto seborroico, specie se associato al sudore. A questo
proposito sembra importante l'azione enzimatica di alcuni
saprofiti (Pityrosporum) della pelle, che determina liberazione di
acidi grassi liberi, irritanti: Weary P.E.; Rook A.).
- per asportare la forfora (le
squame pitiriasiche più o meno spesse del soggetto seborroico o
psoriasico sono antiestetiche e possono provocare prurito).
- per esigenze puramente estetiche
e per l'acconciatura.
In ogni caso le sostanze impiegate
per la pulizia dei capelli devono rispettare due importanti
fattori che sono costituenti fisiologici della pelle: si tratta
del natural moisturizing factor o fattore di idratazione naturale
(N.M.F.) (Solaroli C.) e del film o mantello idrolipidico.
Tali fattori sono prodotti dal
turn-over cellulare dell'epidermide, dalle ghiandole sebacee,
sudoripare, e dalla perspiratio insensibilis e attuano una
complessa barriera fisico-chimica che mantiene un'adeguata
idratazione degli strati epiteliali superficiali ed è in grado di
opporsi validamente a stimoli aggressivi di tipo chimico (sistemi
tampone) ed alla proliferazione di batteri e di funghi (potere
autosterilizzante della pelle: Monacelli M., Nazzaro P.; Panconesi
E.).
Perciò ogni
sostanza capace di sgrassare drasticamente la pelle altera il
mantello idrolipidico e determina impoverimento di N.M.F., con
alterazione notevole dell'idratazione, del pH e delle capacità di
difesa e comparsa di prurito e/o di desquamazione.
Andrea Marliani